A proposito di formazione…Un’intervista

6 novembre 2010

   

Comunicazione sull’Incontro a Poggio Mirteto tra Massimo Maiettahttp://www.etologiasocialeumana.com/index.php?option=com_content&view=article&id=46%3Amaietta-massimo&catid=34%3Ateam&Itemid=29

e Anna Cotone http://www.etologiasocialeumana.com/index.php?option=com_content&view=article&id=47%3Acotone-anna&catid=34%3Ateam&Itemid=29 Abbiamo deciso di immettere un contenuto relativo al discorso sulla formazione sul nostro sito ESU www.etologiasocialeumana.com

 a partire dall’esperienza  dell’intervista di Anna Cotone con l’obbiettivo di contribuire a formulare le questioni fondamentali e decisive nella costruzione del percorso culturale (così come individuato nel lavoro del Gruppo  http://www.etologiasocialeumana.com/index.php?option=com_content&view=article&id=22&Itemid=29 .

Abbiamo deciso di dare un titolo significativo all’intervista, che è:  Il mito fondativo dell’azione militante nella narrazione biografica dell’esperienza di Anna Cotone.

Poiché la formazione è il discorso centrale del nostro Sito  vogliamo dare un’idea di come siamo giunti a prendere questa decisione e quindi come Anna si è confrontata con la rievocazione  di vicende centrali della sua esperienza.

Difatti l’autrice ha ridefinito la sua originaria posizione rispetto alla proposta di realizzare un’intervista sulla sua esperienza militante.

Riportiamo di seguito una parte del nostro scambio di riflessioni e l’inizio dell’intervista.

Quindi il resto dell’intervista seguirà sul nostro sito sarà accompagnato dai contenuti relativi alla teoria sulla Formazione http://www.etologiasocialeumana.com/index.php?option=com_content&view=section&layout=blog&id=9&Itemid=60

 Nota relativa all’incontro del nostro membro con l’intervistatrice :da Anna Cotone a Charlotte  

“ In questi anni ho avuto molte richieste di questo tipo, ma sempre > proveniente da ambienti italiani e comunque conosciuti. Mi > incuriosisce molto sapere come è arrivata a me.> E’  molto interessante  la pubblicazione che lei indica (Critical > Studies on Terrorism ) http://www.informaworld.com/smpp/title~content=t780786797~db=all,

 in un certo senso anche io negli ultimi anni ho > sviluppato una ricerca sulla mia stessa esperienza, con un’indagine > storica di contesto internazionale e successivamente di tipo socio-culturale.> Sono molto curiosa di conoscere la sua impostazione per condurre la > ricerca che sta facendo. 

Da Charlotte a Anna Cotone: “Molte grazie per la sua risposta. Sarò nel Nord Italia (Milano, Torino eBologna) tra il 14 ed il 20 di luglio, e poi a Roma dal 20 al 26 luglio.Lei dove si trova? Spero che tali intervalli di tempo vadano bene anche per lei. L’intervista non dovrebbe protrarsi per più di un’ora, forse un po’ di più se riusciamo a trovare un posto tranquillo di sua conoscenza. Avrò con me un traduttore dato che non parlo italiano. Il supervisore del mio dottorato è il redattore della rivista “Critical Studies on Terrorism” e io lavoro per il giornale (posizione amministrativa). La nostra intervista sarebbe per la mia tesi di dottorato, non Critical Studies on Terrrorism, ma entrambe condividono una simile prospettiva. Entrambe sono scettiche riguardo i tradizionali approcci al terrorismo e su come questi servano interessi egemonici, ed entrambe cercano di investigare il contesto sociale e politico di episodi di violenza. Il mio approccio è basato sulla Teoria del Movimento Social- che evidenzia le radici della violenza politica nelle proteste precedenti, nella repressione e nelle dinamiche di gruppo. La mia tesi di dottorato tenta di ‘umanizzare’ la Teoria del Movimento Sociale raccogliendo le esperienze individuali di transizione durante la militanza- dato che generalmente tale teoria si concentra prevalentemente sulle transizioni delle organizzazioni, negando il coinvolgimento emotivo e razionale dei singoli individui.”

 Da Anna Cotone a Massimo Maietta:

“ Caro Massimo, quel che segue è l’annotazione di una traccia che sabato mattina mi farà da linea guida per l’intervista. Ogni argomento annotato è la chiave di una casella  che ho incastrato come un mosaico nella mia narrazione e dunque:

  • Autonarrazione;

  • Mito – (Dante Di Nanni  incontrato nel libro sui GAP di Giovanni Pesce, il vecchio comandante partigiano morto pochi anni fa; http: http://www.youtube.com/watch?v=My8TXeI1Dl0

  • George Jackson, detenuto afro americano politicizzato, incontrato nel libro”Col sangue agli occhi”http://it.wikipedia.org/wiki/George_Jackson

  •  la stessa Raf alcuni anni dopo  http://www.youtube.com/watch?v=k7jEk_f04pE

  • Ogni (auto)narrazione deve appoggiarsi su un concetto: origine sociale della mente, la rilettura della metafora vivente, la rottura epistemologica. Una traccia esperienziale di questi concetti è leggibile in filigrana in alcuni eventi del ‘900 (alcune note della mia ricerca storica).

  • Una breve analisi del contesto storico utilizzando l’approccio sperimentale di Luigi Cortesi in Storia e Catastrofe, edizione aggiornata

       

Il gioco letterario del Sole 24 ore

6 novembre 2010

Per una Civiltà (letteraria) italiana è l’invito pubblicato dall’inserto culturale del Sole24ore di domenica 25 ottobre a partecipare a un gioco letterario. Il gioco prevede che il lettore individui un momento importante per la storia culturale italiana, indicando una data precisa tra il ‘200 e i nostri giorni (per approfondire basta andare sul blog del giornale www.sole24ore.com ed entrare nella sezione cultura, inserendo nel motore di ricerca del blog le parole cartografia letteraria.www.ilsole24 ore.com/cartografia-letteraria)

 

 

 

Pubblichiamo la proposta di Massimo Maietta

 

Orticello di San Damiano in Assisi, anno 1224

Francesco da alcuni giorni intona un canto nel quale è come se chiamasse a raccolta tutte le creature che ha conosciuto per ringraziarle.

I suoi occhi non vedono quasi più e tutto il suo corpo è profondamente segnato.

Un suo compagno, Leone, lo ascolta, continuando pazientemente a scrivere tutte le parole: “..Laudato sì, mi Signore per sora nostra morte corporale…

Roma, carcere dell’inquisizione 1598

Nella sua cella Giordano è assorto: dei versi gli tornano spesso in mente “..ka la morte seconda non farrà male..“.

D’un tratto pensa “le regole derivano dalla poesia..” e scrive il suo destino

“..non mi porranno avanti gli occi il velo,

non faran mai che’l mio bel sol non mire”

dall’inferriata entra il fumo acre e denso del fuoco degli arbusti.

Roma, 2 novembre 1975.

Pasolini scrittore e regista é turbato.

In serata ha un appuntamento in un punto del litorale di Ostia.

Forse può recuperare qualcosa che gli è stato sottratto dove ha scritto e detto “troppo”.

Rimane in silenzio cullato da qualcosa che ricorda.

Versi letti anni prima. Si sentì più forte allora.

Anche ora, che ormai è solo, sente la stessa cosa.

Accosta la macchina e si ferma.

Distante oramai ripete: “..ka la morte seconda nol farrà male..”

mentre la terra si colora del suo sangue

 

 

 

 

 

 

 

Riunione del gruppo di lavoro.11 ottobre 2010.

20 ottobre 2010

L’altro giorno (11 ottobre) il nostro Gruppo di lavoro si è riunito per fare il punto su una serie di obbiettivi che a luglio erano stati prefissati alfine di strutturare i 3 contenuti conoscitivi fondamentali del nostro Sito: etologico, formativo, politico.

Erano presenti Salvatore Iannaccone (il nostro esperto informatico), Virginia (la nostra addetta al Blog), Anna Cotone e il sottoscritto. In questa fase sono assenti, per motivi differenti gli altri due componenti del Gruppo (MariaFrancesca Russo e Fulvio Battista).

Siamo quindi sempre più vicini alla definizione e organizzazione di un Sito che è stato pensato circa 2 anni fa e molto lentamente sta prendendo forma.

Per vari motivi non riusciamo a essere operativi se non secondo tempi molto lunghi: la lentezza ad abituarci all’uso dello strumento e a utilizzarlo “intelligentemente” rispetto ai contenuti da esprimere; la difficoltà di reperire nella quotidianità frenetica  gli spazi di esperienza comune necessari per procedere e, come dice poeticamente il nostro fulvio “l’appuntito ferro che ci cinge intorno..”

Abbiamo deciso anche di ritirare la pagina  scritta su Wikipedia relativa al contenuto dell’Etologia Sociale Umana (pagina peraltro in costruzione e quindi non definita) e di riformularne il contenuto adattandolo solo al nostro Sito.

Abbiamo discusso del fatto che si tratta di una direzione di sviluppo teorico e di ricerca che è in corso di svolgimento (vi sono dei passi da compiere nelle sedi adatte, di presentazione della teoria) e quindi questo tipo di esposizione pubblica ci è sembrata prematura.

Abbiamo anche modificato in parte la struttura del sito con alcune aggiunte e pensato a qualche modifica più sostanziale che riguarderà probabilmente la “Home page”.

La linea che stiamo seguendo è quella di collegare alcuni sviluppi della teoria sull’uomo (quelli che riassumiamo o sviluppiamo come etologia sociale umana) alla questione della formazione umana e quindi alla prassi politica e sociale.

Questa nota implica  anche l’apertura reale del nostro Blog che da ora utilizzermo in modo attivo.

Avellino, 15 ottobre 2010

Pubblicazione seconda comunicazione preliminare del Dott. Massimo Maietta : studio delle emozioni e dell’ influenzamento inter-umano

23 giugno 2010

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Diamo notizia dell’avvenuta pubblicazione della seconda comunicazione preliminare del Dott. Massimo Maietta ospitata presso i Quaderni del Laboratorio di Psicologia dell’Università di Salerno con la prefazione del Prof. Antonio Iannaccone. Il contenuto sarà mostrato nel sito in modalità ridotta e per gli utenti che si iscriveranno.Il lavoro pubblicato oggi riprende una parte degli studi fatti nel 1986 e pubblicati nella prima comunicazione nel 1994 (studio sul socio-costruttivismo genetico e sulla comunicazione non verbale sempre presso i Quaderni del Laboratorio di Psicologia dell’Università di Salerno), e si occupa delle emozioni e dell’influenzamento interumano (spazio terapeutico) a  partire dalle osservazioni sulla comunicazione non verbale.  Questo secondo lavoro è preliminare alla possibile futura intricazione delle questioni cognitive, emotive, e interattive occupandosi del cambiamento della struttura individuale alla luce dell’influenzamento interumano. In nuce è esposta una teoria etologico-sociale.

ordine del giorno per l’incontro del 05 luglio

23 giugno 2010

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Abbiamo deciso di riunirci il 5 luglio per una prima definizione dello stato dell’arte dei lavori inerenti alla composizione del sito di etologia sociale umana. Salutiamo l’entrata della nuova collaborazione (Virginia Festa) che andrà ad occuparsi specificamente della gestione del blog.

Der Baader Meinhof komplex (frammenti sparsi)..

14 maggio 2010

 

Stefan Aust parla della Roten Armee Fraktion  (o RAF), le Brigate Rosse tedesche.

Il gruppo formatosi nel 1967 e definitosi inizialmente “gruppo di radicali di sinistra”.

 

La Germania Occidentale ha fatto i conti con gli anni del terrorismo di matrice marxista in modo “radicale”: nessuno si sogna di invitare a parlare un ex-terrorista e molti appartenenti ai gruppi armati si sono visti rifiutare la grazia dal Presidente Kohler perchè “non convinto del concreto e tangibile pentimento di certi protagonisti”.

 

Qualcuno potrebbe pensare che in Germania la violenza sia tabù.

Non la si accetta e non la si perdona.

 

In realtà quello che è passato alla storia come suicidio collettivo avvenuto in carcere dei capi della RAF, Baader, Meinhof, Ensslin e Jan-Carl Raspe, non conforta questa idea.

 

È nello spirito  dei tedeschi prendere la vita con serietà e averne una visione drammatica nella confusione di bene e male.

 

Infatti nazisti erano l’anello di una catena che aveva generato quel potere e quel controllo (non erano fuori controllo come qualcuno dice)  e infatti dicevano: “abbiamo agito perchè ubbidivamo e lo abbiamo fatto per la razza ariana”.

 

Ciò è apparentemente l’opposto di quanto accaduto nel nostro paese.

 

Ma questa non “radicalità” non si lega al grado di maggiore civiltà o libertà o almeno di flessibilità strategica del nostro paese.

Un paese tenuto in realtà allo sbando culturale e politico.

Si lega in realtà al grado di manipolazione demagogica dello Stato:  che diviene radicale contro lo Statista Moro, garantendo così uno status-quo iniquo e perverso.

 

È nel nostro spirito  prendere la vita per un gioco e averne una visione da commedia nella confusione di bene e male.

 

Da noi gli unici integralisti e apocalittici sono due tipi di umani: i mafiosi e camorristi che per questo sono coinvolti, in forma indiretta, al tavolo delle trattative negli affari dello Stato; le corporazioni segrete che agiscono “dietro le quinte” e che possono coincidere con lo Stato.

In funzione di questa radicalità indiretta sono stati usati persino i Brigatisti.

 

Ho pensato a volte alla questione del fascino esercitato (universalmente) da chi agisce con determinazione per un ideale: anche quando l’azione militante genera morte e distruzione.

 

Il carisma esercitato dalla mafia o dal nazismo infiamma un popolo grezzo e disperato. Oppure il popolo dei  disposti a tutto pur di esistere.

 

I terroristi, idealisti spinti da un ethos, che si giocano tutto per mettere in pratica degli ideali, infiammano spiriti molto meno grezzi ma disincanti e disillusi e cioè coloro che non hanno trovato sbocco d’azione e sono rimasti impantanati nello “status-quo“.

 

In effetti una cosa che possiamo dire con sicurezza è che il terrorismo (a differenza del nazismo o della mafia) sorge quando il livello di degenerazione culturale a cui è giunto lo Stato è talmente approfondito, da consentire delle posizioni contrapposte radicali non sempre distruttive.

 

Ad es. dalla simonia della Chiesa nacque, nell’odio, Frate Dolcino;  con maggior fortuna ed equilibrio il Protestantesimo; come soluzione con valore assoluto il Francescanesimo.

 

Per alcuni parlare di questi argomenti (o parlare con un ex-terrorista) è un’esperienza profondamente irritante e difficile; per altri significa entrare in contatto con una dimensione strana: la necessaria radicalità che ad un certo punto occorre esigere da noi stessi di fronte alla per-versione del potere.

 

Massimo Maietta

Inaugurazione del Museo Cesare Lombroso

27 novembre 2009

Museo di Antropologia Criminale

Torino - 27 Novembre 2009

Il museo

Visita virtuale
da Wikipedia “Cesare Lombroso, nato Marco Ezechia Lombroso (Verona, 6 novembre 1835Torino, 19 ottobre 1909), è stato un antropologo, criminologo e giurista italiano. Fu uno dei pionieri degli studi sulla criminalità. Il suo lavoro fu fortemente influenzato dalla fisiognomica, disciplina di antichissime origini, e da idee provenienti dalla teoria del darwinismo sociale, piuttosto diffusa a quei tempi.

Diversi anni fa, circa una ventina,  credo, ebbi la fortuna di ritrovare nella cantina di un ginecologo dell’Alta Irpinia, la rivista che veniva editata come pubblicazione del manicomio criminale di Aversa, con un articolo di Lombroso allora collaboratore del manicomio criminale.

A seguito di quel ritrovamento volli visitare, come esperto del carcere, l’ala vecchia e ormai in disuso della struttura. Nei miei studi successivi per la teoria di Etologia Sociale Umana a cui stiamo lavorando, partendo da alcuni elementi di indagine di Lombroso ho potuto notare che gli aspetti anatomici dell’essere umano potrebbero essere influenzati dagli eventi etologici emozionali. E’ un’indagine, che pur partendo dagli studi di Lombroso va in una direzione totalmente diversa perchè mette in discussione l’origine genetica dei comportamenti deviati e individua invece un legame con l’evento etologico/emotivo. E’ un filone d’indagine eccezionalmente interessante.

Il mio nuovo blog.

17 dicembre 2008

Benvenuto nel nuovo Blog di etologiasocialeumana.it!

Per contattarci

16 dicembre 2008

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